Cold brew: il caffè freddo per la stagione più calda.

Cold brew: il caffè freddo per la stagione più calda.

Fresco, buono, dissetante: il caffè freddo è una bevanda di punta dell’estate Marago; a patto che si tratti di un cold brew coffe.  

Il cold brew è un’estrazione a freddo che richiede tempi molto lunghi: almeno 7/8 ore. Il contenitore in cui avviene il processo estrazione si chiama Toddy e si distingue per la sua forma particolare. È composto da tre parti: in quella superiore si versa l’acqua fredda (a piacere anche ghiacciata,) al centro il contenitore nel quale si pone – tra due filtri in carta – il caffè macinato, la caraffa inferiore raccoglie il prodotto finale. Il caffè è attraversato dall’acqua una goccia alla volta: si ottiene una percolazione di circo otto gocce ogni dieci secondi.  

Il metodo cold brew presenta indubbiamente alcuni vantaggi: in primo luogo la shelf life, il tempo di conservazione. Si possono, quindi, preparare grandi quantità in una sola volta e conservarle per due o tre giorni in frigorifero. A differenza dell’estrazione a caldo, che incide sulle proprietà organolettiche del caffè facendo emergere dopo un po’ di tempo un sapore molto amaro, quella a freddo non “stressa” il caffè permettendo alla bevanda di mantenere intatto il gusto anche dopo 48, 72 ore. 

Quale miscela scegliere per un cold brew coffe? Sicuramente caffè africani come il Kenya o l’Etiopia che si distinguono per la freschezza e i toni agrumati.  

Infine, l’accento cade sulla versatilità. Il cold brew coffe si può consumare liscio, con latte, con ghiaccio. Con l’aggiunta di un pizzico di creatività diventa l’ingrediente ideale per cocktail analcolici (si combina con soda o acqua tonica) o alcolici.  

A voi la scelta.